Programma Congressuale

mercoledì, 20 settembre mattina

10:30
13:00

L’informazione come garanzia ed opportunità per il cittadino, le strutture sanitarie, le imprese[co.28]

L’aumentata circolazione di dati tra paziente e operatori sanitari, all’interno delle strutture del nostro SSN fino a arrivare ai terzi che con il sistema di assistenza e cura non hanno relazioni funzionali, pone la necessità della protezione e della sicurezza di questi dati.

Quando la trasformazione digitale si mette al servizio della salute e incrementa l’efficacia dell’atto medico o assistenziale, protezione e sicurezza dei dati deve essere la filosofia che guida la progettazione di un sistema complesso in cui le aspettative, le ansie delle persone incontrano l’attività dei professionisti sanitari.

Anzitutto, garantendo la persona e la sua dignità, con la rapida e piena applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali. In secondo luogo, assicurando ai professionisti sanitari dati certi, nel giusto tempo e sicuri, nel senso che siano autorizzati. In sostanza vi deve essere un flusso ordinato che guarda alle esigenze della persona ma anche agli aspetti organizzativi delle strutture erogatrici (sia essa un ospedale o sul territorio).

Nel progettare si deve porre attenzione ai processi organizzativi ed alle esigenze degli operatori e si dovrebbero sentire i cittadini. Quindi privacy e security by design diventa un’urgenza quando si costruiscono i processi e i flussi; per stabilire insieme a tutti gli interessati cosa far “vedere” in modo diffuso su tutto il territorio nazionale decidendo anche sulla semantica. La sintesi delle operazioni semplici dovrebbe portare ad informazioni generali usabili per la programmazione aziendale, regionale, nazionale. E il FSE diventerà un pilastro fondamentale perché sta portando, diventando nazionale, ad una armonizzazione sentita da tutti gli operatori.

Cruciale poi il ruolo del Mercato. Le imprese di tecnologia avanzata, nel rispetto e nella condivisione delle esigenze soprariportate, investono nella ricerca, costruiscono il “prodotto” (qui entra in gioco AgID e la struttura di Piacentini per infrastrutture e standard). Alfine il prodotto è reso disponibile alle strutture pubbliche attraverso i processi di procurement governati dalle centrali di acquisto e ANAC.

La nota finale va alla considerazione che ogni nuovo processo, flusso o procedura che rende disponibili o consente di raccogliere dati dovrebbe rispettare il principio dell’efficacia e della sostenibilità quindi del valore prodotto. La ricerca tecnologica ci ha già portati sulla frontiera, nuovi dati possono essere disponibili: machine learning, realtà aumentata, teleassistenza, riabilitazione motoria e cognitiva, serious games. Siamo in grado di misurare il valore prodotto?

10:30
13:00

Nuove sfide, nuovi scenari e nuovi modelli per una Sanità che cambia: come creare valore[co.01]

La storia dei sistemi sanitari è piena di cambiamenti inerenti ai modelli organizzativi e in alcuni periodi si è verificato anche che sussistessero modelli tra loro in contraddizione.

E’ certo che tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni Duemila il sistema salute abbia implementato la sua evoluzione; la trasformazione cruciale è avvenuta nell’ambito delle seguenti cinque tematiche:

1.Macchinari ed apparecchiature di alta tecnologia

2.Farmaci innovativi

3.Apparecchi impiantabili chirurgicamente

4.Procedure e metodi

5. Organizzazione e gestione manageriale

Si parla di una rivoluzione vera e propria perché il cambiamento è avvenuto in un ristretto lasso di tempo costringendo il sistema sanitario mondiale a rimodularsi altrettanto velocemente . Ciò però non è ancora abbastanza perché ora diventa fondamentale rimodulare anche i percorsi diagnostico-terapeutici (PDTA) sui bisogni del paziente, integrando l’assistenza territoriale con quella della rete ospedaliera e inserendo nuovi parametri per la valutazione degli indicatori e dei risultati.

Per sviluppare questo approccio di Sanità centrata sul Valore occorre innanzitutto focalizzarsi sui PDTA che integrino la rete dell’assistenza territoriale (MMG, Ospedali di Comunità, ADI, ecc.) con la rete dell’assistenza ospedaliera elettiva e di emergenza; i percorsi di cura diventano così circoli virtuosi di assistenza continua tra rete ospedaliera e territorio che prende in carico il paziente in maniera continuata e continuativa.

Maya Angelou ha detto, “I’ve learned that people will forget what you said, people will forget what you did, but people will never forget how you made them feel - Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, le persone possono dimenticare ciò che hai fatto, ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”

La vera rivoluzione, quella che cambia l’approccio  al sistema Salute, è legata ad una sesta tematica che, alla luce di quanto detto, diventa fondamentale ed è quella che in futuro più farà la differenza in un sistema assistenziale centrato sul Valore: è la Relazione tra i pazienti, le loro famiglie e i professionisti della Salute. Anche la Relazione va strutturata dentro i percorsi di cura e come quest’ultimi va analizzata e valutata.

La parola ricorrente insieme a Medicina centrata sul Valore da ora in poi sarà quindi “Measure, measure, measure” (valutare, valutare, valutare).

11:45
13:30

L’innovazione dell’innovazione, domanda e offerta a confronto[co.05]

La completa digitalizzazione della sanità pubblica italiana passa inevitabilmente attraverso un piano straordinario di investimenti: credere di poter innovare a invarianza di finanza pubblica significa illudersi, in quanto le risorse necessarie superano di gran lunga le eventuali economie conseguibili sulla spesa corrente.
I privati sono pronti a scommettere sull’efficientamento del SSN e a coinvestire utilizzando strumenti di partenariato e modelli di procurement innovativo.
Serve una governance forte, che non può che passare attraverso le Regioni e le Province Autonome in quanto “titolari” del SSN.
Servono obiettivi precisi e strategie chiare: un piano strategico per ciascuna Regione e Provincia Autonoma.
Serve, soprattutto, un confronto preliminare fra domanda e offerta: le soluzioni disponibili, l’avvio di un’iniziativa per la piena e totale interoperabilità fra i vari silos applicativi, i trend tecnologici; gli obiettivi e le strategie regionali per lo sviluppo di una sanità “full digital”.

I principali vendor di tecnologie e applicativi per la sanità si confrontano coi policy e decision maker a livello regionale e centrale, con l’obiettivo di condividere i possibili scenari di digital transformation del Servizio Sanitario Nazionale.

mercoledì, 20 settembre pomeriggio

15:00
17:30

Il nuovo sistema di cura centrato sulla persona. Presa in carico e medicina di iniziativa[co.06]

Regioni a confronto con un nuovo paradigma di presa in carico del cittadino in tutte le fasi della tutela della salute: prevenzione primaria, cura  e prevenzione secondaria, long term care, ADI, cronicità conclamate (diabete, scompenso, ipertensione, BPCO) e nuove  cronicità (es. pazienti oncologici) all’insegna di nuove forme di collaborazione tra MMG e specialistica sia nella prevenzione secondaria che nel post-acuzie. I temi chiave saranno:

1. Il focus sempre maggiore sulla Persona e non sulla singola Patologia: diagnosi precoce, aderenza ed appropriatezza dei percorsi di cura ed assistenza (PAI): Il Paziente anche grazie all’innovazione digitale riceve le cure a domicilio o in prossimità e non deve più navigare attraverso il SSN, con disagi personali e dei suoi care giver.

2. La stretta Collaborazione tra MMG e Policy Maker (Regione e Aziende) perché l'evoluzione del modello di presa in carico prevede una logica che supera il concetto di prestazione e si focalizza maggiormente sul risultato in tutti i suoi aspetti.

3. Organizzare in modo competitivo la MMG in vere e proprie organizzazioni sanitarie in grado di fornire al cittadino una risposta sul territorio competente e disponibile e quindi alleggerire il carico sulle strutture ospedaliere, i DEA ed i Pronto Soccorso. Innovazione che si spinge anche nella valutazione di nuove forme di finanziamento che consentano la programmazione autonoma, quali gli health impact bond.

15:00
17:30

La centralità del dato[co.04]

Il dato sanitario rappresenta uno degli aspetti centrali rispetto al tema complessivo della sanità digitale per quantità, dimensioni, tipologia e strategicità. Ogni anno il Servizio Sanitario Nazionale produce centinaia di migliaia di Terabytes di dati clinici ed amministrativi riferibili a milioni di assistiti/pazienti. Questa quantità di informazioni rappresenta un problema tecnologico (la crescita esponenziale del fabbisogno di storage in sanità), ma soprattutto un enorme problema relativo alla sicurezza: gli attacchi a scopo terroristico così come quelli più prosaicamente correlati ad iniziative malavitose finalizzate all’ottenimento di riscatti in denaro colpiscono molto frequentemente le strutture sanitarie in ogni Paese del mondo.

Ma il dato sanitario (soprattutto quello tipicamente clinico) rappresenta anche un’enorme opportunità a livello scientifico: essere in grado di analizzare enormi quantità di informazioni più o meno strutturate, fornendo elementi di supporto alle decisioni cliniche, significa incrementare considerevolmente le capacità “predittive” di una medicina sempre più orientata alla prevenzione secondaria come strumento di contrasto quotidiano all’insorgere ed all’evolversi di patologie in situazioni sempre più complesse di multimorbilità.

Le tecniche di deep e machine learning applicate alla medicina forniscono agli operatori sanitari un supporto insostituibile, potendo fare in pochi minuti quello che l’uomo – forse – potrebbe riuscire a fare in qualche anno di lettura ininterrotta di centinaia di migliaia di documentazione scientifica. In un sistema sanitario sempre più interconnesso e diffuso fra ospedale e territorio, le piattaforme di clinical collaboration rappresentano la “prossima grande sfida” per l’healthcare information technology: si superano i confini del sistema informativo ospedaliero e/o territoriale, garantendo viste in profondità dei dati (e non già dei “documenti”) dei pazienti che possono essere condivise fra tutti gli attori coinvolti nei processi di diagnosi e cura.

Il tutto nel rispetto della riservatezza del dato sanitario, sensibile per definizione e antonomasia, alla ricerca di un equilibrio fra diritto alla privacy e tutela dell’interesse collettivo superiore in un servizio sanitario sempre più determinato alla responsabilizzazione dei pazienti.

15:00
17:30

Legge Gelli e i suoi decreti attuativi[co.27]

La legge 24/2017, c.d. Gelli, va a innovare un sistema che non tutelava più adeguatamente né i pazienti né i professionisti. Essa trova uno dei suoi punti di forza nel rendere obbligatorio in tutte le strutture, pubbliche e private, un modello organizzativo di risk management con flussi informativi e di condivisione omogenei su base regionale, monitorati dai centri per il rischio clinico e dall’Osservatorio delle buone pratiche. Se i professionisti, anche in virtù di questa legge, comprenderanno l’importanza della prevenzione si attuerà una vera e propria rivoluzione culturale, perché la sicurezza delle cure diventerà parte integrante del diritto alla salute.

In arrivo sono annunciati i primi decreti attuativi, viatico all’effettiva attuazione del nuovo dettato normativo.

Atteso soprattutto il decreto che renderà operativo l’articolo 5 della legge. Depenalizzata definitivamente la colpa professionale e stabilita la punibilità dell’imperizia in caso di mancato rispetto delle linee guida urge definire e pubblicare ai sensi della legge linee guida e buone pratiche di riferimento. Uniformando così le pratiche e le indicazioni mediche fornite dalla comunità scientifica. Va sottolineato che le linee guida e i relativi aggiornamenti sono integrati nel Sistema nazionale per le linee guida (Snlg) disciplinato dal Ministro della salute, con l’intesa della Conferenza Stato-Regioni, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il decreto dovrebbe dettagliare i requisiti per l’accreditamento delle società scientifiche che entreranno a far parte del sistema nazionale Linee guida insieme a IRCCS competenti per singole materie, Ordini ed Associazioni professionali. Risulta che l’Istituto Superiore di Sanità, che pubblicherà sul proprio sito Internet gli aggiornamenti e le linee guida indicati dal Snlg, è all’opera per standardizzare e per omogeneizzare presentazione e contenuti delle linee guida.

Gli altri decreti dovranno toccare punti importanti, come l’Osservatorio delle buone pratiche; il fondo di garanzia per coprire danni ultra massimale, la vigilanza sulle compagnie, i dati relativi alle polizze. Come si può immaginare, diversi sono i soggetti coinvolti (MISE, Ministero della Salute, Conferenza Stato Regioni, Ivass, la cittadinanza organizzata). 

giovedì, 21 settembre mattina

11:45
13:00

L’accountability dell’innovazione in Sanità[co.16]

Anche l’innovazione tecnologica di matrice “informatica”, in Sanità, deve seguire logiche e modelli ampiamente consolidati in ambiti come quello relativo ai farmaci e ai dispositivi.
Innovare tanto per farlo o per seguire un trend, non conduce da nessuna parte se non lungo il versante dello spreco di risorse sempre più scarse.
Occorre definire e implementare meccanismi di valutazione ex-ante ed ex-post per tutte le iniziative di digitalizzazione in ambito sanitario, mutuando modelli quali l’Health Technology Assessment.

È anche necessario, ed ormai improcrastinabile, affrontare il tema del procurement innovativo: non è forse più possibile comprare innovazione tecnologica seguendo le regole che governano l’acquisto di beni “ordinari”, in un contesto ad elevatissima natalità di soluzioni e paradigmi rivoluzionari.

Partenariato pubblico-privato, contratti basati sul raggiungimento di performances condivise ex-ante, operazioni di finanza di progetto e affidamento in concessione sono alcune delle “parole d’ordine” più utilizzate in teoria e meno nella prassi quotidiana. Occorre superare la liturgia della parola, passando ai fatti: per farlo, è necessario che tutte le parti in causa (a partire da ANAC e Corte dei Conti) si confrontino con l’obiettivo di giungere in tempi stretti all’emanazione di linee guida capaci di affrancare le stazioni appaltanti dall’ansia del “foglio bianco”, della decisione presa in assenza di punti di riferimento sicuri.

giovedì, 21 settembre pomeriggio

15:00
17:30

Mobile First! Le app e i servizi di eHealth[co.20]

La trasformazione del Servizio Sanitario in chiave digitale rappresenta una delle principali sfide per un vero e proprio “nuovo patto” fra SSN, operatori sanitari e cittadini/utenti: semplificazione, comunicazione, coinvolgimento e responsabilizzazione sono le parole chiave per un nuovo modo di interpretare le relazioni SSN/cittadini, medico/paziente, SSN/operatori sanitari.

Le App diventeranno il principale strumento/canale di comunicazione e interazione per tutto quello che attiene al mondo della tutela e prevenzione della salute e dell’assistenza socio-sanitaria entro pochi anni: non è azzardato immaginare un medico che “prescrive” una o più App a un suo paziente con finalità di monitoraggio dello stile di vita e delle abitudini alimentari, così come saranno d’uso quotidiano App finalizzate a monitorare l’assunzione di farmaci e a comunicare col paziente rispetto a prenotazioni ed esiti di esami diagnostici e visite specialistiche ambulatoriali.
Anche l’integrazione ospedale/territorio passa attraverso l’utilizzo di App o di altri servizi di comunicazione multicanale, così come la presa in carico di pazienti cronici secondo il modello “Chronic Care Model”.

In un futuro neppure troppo remoto le strutture del SSN e i vari operatori coinvolti (pubblici e privati convenzionati) “interagiranno” con gli assistiti/pazienti anche attraverso i social media, specialmente per quanto riguarda le campagne di prevenzione, l’educazione sanitaria e la promozione di stili di vita salutari.

Come governare questo nuovo ecosistema sanitario digitale? Con quali regole e con quali responsabilità?
Quale deve essere il ruolo del SSN nella veicolazione di “buona e scientificamente valida” comunicazione sanitaria, anche con l’obiettivo di contrastare la proliferazione di “cattiva” informazione?
A queste ed altre fondamentali domande verrà data una risposta in questo convegno che vede la partecipazione di tutti i principali attori del Servizio Sanitario Nazionale.