Programma Congressuale

mercoledì, 20 settembre mattina

10:30
11:30

Nuove professioni e nuovi modelli di assistenza e cura[co.08]

La sostenibilità del SSN è, come sappiamo, messa a dura prova dai mutamenti socio-demografici, dalla cronica criticità della finanza pubblica, dalla continua evoluzione delle cure sempre più mirate ed efficaci, ma anche sempre più costose. E’ quindi necessario progettare nuovi modelli organizzativi rispondenti ai nuovi bisogni dei cittadini, coinvolgendo le professionalità e le competenze del personale sanitario, superando schemi preconcetti e ormai superati e rivedendo posizioni che si sono sclerotizzate nel tempo.

La necessità di questo approccio innovativo è particolarmente evidente nei luoghi in cui i cittadini incontrano la sanità pubblica: i Pronto Soccorsi e i Dipartimenti di Emergenza Urgenza ed Accettazione; la medicina di prossimità, sia essa rappresentata dal singolo medico di base o, ormai sempre più spesso, da strutture di cura ed assistenza integrate dove si affiancano professionalità e ruoli diversi in un unico punto di contatto; la stessa casa dell’assistito, quando condizioni di cronicità rendono più utile un’assistenza organizzata a nell’abitazione anziché in strutture.

In questi luoghi è però necessario ripensare i modelli di ingaggio dei professionisti sanitari, con l’obiettivo di mantenere alta la qualità del servizio e gli esiti degli interventi, nello stesso tempo razionalizzando l’uso delle risorse e rendendo più efficienti e meno costosi i servizi.

Il convegno ha l’obiettivo di esaminare criticamente i modelli organizzativi di questi luoghi della salute, di presentando luci ed ombre delle esperienze innovative (ad es. risposte alternative al PS, modelli gestionali per i servizi territoriali) e di interrogarsi, con mente sgombra da pregiudizi, su quali possano essere le soluzioni nuove per un problema vecchio: fare di più e meglio, ma con (minori) tutte le risorse a disposizione e abbandonando vecchi modelli.

 

10:30
13:00

L’informazione come garanzia ed opportunità per il cittadino, le strutture sanitarie, le imprese[co.28]

L’aumentata circolazione di dati tra paziente e operatori sanitari, all’interno delle strutture del nostro SSN fino a arrivare ai terzi che con il sistema di assistenza e cura non hanno relazioni funzionali, pone la necessità della protezione e della sicurezza di questi dati.

Quando la trasformazione digitale si mette al servizio della salute e incrementa l’efficacia dell’atto medico o assistenziale, protezione e sicurezza dei dati deve essere la filosofia che guida la progettazione di un sistema complesso in cui le aspettative, le ansie delle persone incontrano l’attività dei professionisti sanitari.

Anzitutto, garantendo la persona e la sua dignità, con la rapida e piena applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali. In secondo luogo, assicurando ai professionisti sanitari dati certi, nel giusto tempo e sicuri, nel senso che siano autorizzati. In sostanza vi deve essere un flusso ordinato che guarda alle esigenze della persona ma anche agli aspetti organizzativi delle strutture erogatrici (sia essa un ospedale o sul territorio).

Nel progettare si deve porre attenzione ai processi organizzativi ed alle esigenze degli operatori e si dovrebbero sentire i cittadini. Quindi privacy e security by design diventa un’urgenza quando si costruiscono i processi e i flussi; per stabilire insieme a tutti gli interessati cosa far “vedere” in modo diffuso su tutto il territorio nazionale decidendo anche sulla semantica. La sintesi delle operazioni semplici dovrebbe portare ad informazioni generali usabili per la programmazione aziendale, regionale, nazionale. E il FSE diventerà un pilastro fondamentale perché sta portando, diventando nazionale, ad una armonizzazione sentita da tutti gli operatori.

Cruciale poi il ruolo del Mercato. Le imprese di tecnologia avanzata, nel rispetto e nella condivisione delle esigenze soprariportate, investono nella ricerca, costruiscono il “prodotto” (qui entra in gioco AgID e la struttura di Piacentini per infrastrutture e standard). Alfine il prodotto è reso disponibile alle strutture pubbliche attraverso i processi di procurement governati dalle centrali di acquisto e ANAC.

La nota finale va alla considerazione che ogni nuovo processo, flusso o procedura che rende disponibili o consente di raccogliere dati dovrebbe rispettare il principio dell’efficacia e della sostenibilità quindi del valore prodotto. La ricerca tecnologica ci ha già portati sulla frontiera, nuovi dati possono essere disponibili: machine learning, realtà aumentata, teleassistenza, riabilitazione motoria e cognitiva, serious games. Siamo in grado di misurare il valore prodotto?

10:30
13:00

Nuove sfide, nuovi scenari e nuovi modelli per una Sanità che cambia: come creare valore[co.01]

REGISTRAZIONE VIDEO DEL CONVEGNO

La storia dei sistemi sanitari è piena di cambiamenti inerenti ai modelli organizzativi e in alcuni periodi si è verificato anche che sussistessero modelli tra loro in contraddizione.

E’ certo che tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni Duemila il sistema salute abbia implementato la sua evoluzione; la trasformazione cruciale è avvenuta nell’ambito delle seguenti cinque tematiche:

1. Macchinari ed apparecchiature di alta tecnologia

2. Farmaci innovativi

3. Apparecchi impiantabili chirurgicamente

4. Procedure e metodi

5. Organizzazione e gestione manageriale

Si parla di una rivoluzione vera e propria perché il cambiamento è avvenuto in un ristretto lasso di tempo costringendo il sistema sanitario mondiale a rimodularsi altrettanto velocemente . Ciò però non è ancora abbastanza perché ora diventa fondamentale rimodulare anche i percorsi diagnostico-terapeutici (PDTA) sui bisogni del paziente, integrando l’assistenza territoriale con quella della rete ospedaliera e inserendo nuovi parametri per la valutazione degli indicatori e dei risultati.

Per sviluppare questo approccio di Sanità centrata sul Valore occorre innanzitutto focalizzarsi sui PDTA che integrino la rete dell’assistenza territoriale (MMG, Ospedali di Comunità, ADI, ecc.) con la rete dell’assistenza ospedaliera elettiva e di emergenza; i percorsi di cura diventano così circoli virtuosi di assistenza continua tra rete ospedaliera e territorio che prende in carico il paziente in maniera continuata e continuativa.

Maya Angelou ha detto, “I’ve learned that people will forget what you said, people will forget what you did, but people will never forget how you made them feel - Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, le persone possono dimenticare ciò che hai fatto, ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.”

La vera rivoluzione, quella che cambia l’approccio  al sistema Salute, è legata ad una sesta tematica che, alla luce di quanto detto, diventa fondamentale ed è quella che in futuro più farà la differenza in un sistema assistenziale centrato sul Valore: è la Relazione tra i pazienti, le loro famiglie e i professionisti della Salute. Anche la Relazione va strutturata dentro i percorsi di cura e come quest’ultimi va analizzata e valutata.

La parola ricorrente insieme a Medicina centrata sul Valore da ora in poi sarà quindi “Measure, measure, measure” (valutare, valutare, valutare).

11:45
13:30

L’innovazione dell’innovazione, domanda e offerta a confronto[co.05]

La completa digitalizzazione della sanità pubblica italiana passa inevitabilmente attraverso un piano straordinario di investimenti: credere di poter innovare a invarianza di finanza pubblica significa illudersi, in quanto le risorse necessarie superano di gran lunga le eventuali economie conseguibili sulla spesa corrente.
I privati sono pronti a scommettere sull’efficientamento del SSN e a coinvestire utilizzando strumenti di partenariato e modelli di procurement innovativo.
Serve una governance forte, che non può che passare attraverso le Regioni e le Province Autonome in quanto “titolari” del SSN.
Servono obiettivi precisi e strategie chiare: un piano strategico per ciascuna Regione e Provincia Autonoma.
Serve, soprattutto, un confronto preliminare fra domanda e offerta: le soluzioni disponibili, l’avvio di un’iniziativa per la piena e totale interoperabilità fra i vari silos applicativi, i trend tecnologici; gli obiettivi e le strategie regionali per lo sviluppo di una sanità “full digital”.

I principali vendor di tecnologie e applicativi per la sanità si confrontano coi policy e decision maker a livello regionale e centrale, con l’obiettivo di condividere i possibili scenari di digital transformation del Servizio Sanitario Nazionale.

mercoledì, 20 settembre pomeriggio

15:00
17:30

Legge Gelli e i suoi decreti attuativi[co.27]

La legge 24/2017, c.d. Gelli, va a innovare un sistema che non tutelava più adeguatamente né i pazienti né i professionisti. Essa trova uno dei suoi punti di forza nel rendere obbligatorio in tutte le strutture, pubbliche e private, un modello organizzativo di risk management con flussi informativi e di condivisione omogenei su base regionale, monitorati dai centri per il rischio clinico e dall’Osservatorio delle buone pratiche. Se i professionisti, anche in virtù di questa legge, comprenderanno l’importanza della prevenzione si attuerà una vera e propria rivoluzione culturale, perché la sicurezza delle cure diventerà parte integrante del diritto alla salute.

In arrivo sono annunciati i primi decreti attuativi, viatico all’effettiva attuazione del nuovo dettato normativo.

Atteso soprattutto il decreto che renderà operativo l’articolo 5 della legge. Depenalizzata definitivamente la colpa professionale e stabilita la punibilità dell’imperizia in caso di mancato rispetto delle linee guida urge definire e pubblicare ai sensi della legge linee guida e buone pratiche di riferimento. Uniformando così le pratiche e le indicazioni mediche fornite dalla comunità scientifica. Va sottolineato che le linee guida e i relativi aggiornamenti sono integrati nel Sistema nazionale per le linee guida (Snlg) disciplinato dal Ministro della salute, con l’intesa della Conferenza Stato-Regioni, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il decreto dovrebbe dettagliare i requisiti per l’accreditamento delle società scientifiche che entreranno a far parte del sistema nazionale Linee guida insieme a IRCCS competenti per singole materie, Ordini ed Associazioni professionali. Risulta che l’Istituto Superiore di Sanità, che pubblicherà sul proprio sito Internet gli aggiornamenti e le linee guida indicati dal Snlg, è all’opera per standardizzare e per omogeneizzare presentazione e contenuti delle linee guida.

Gli altri decreti dovranno toccare punti importanti, come l’Osservatorio delle buone pratiche; il fondo di garanzia per coprire danni ultra massimale, la vigilanza sulle compagnie, i dati relativi alle polizze. Come si può immaginare, diversi sono i soggetti coinvolti (MISE, Ministero della Salute, Conferenza Stato Regioni, Ivass, la cittadinanza organizzata). 

15:00
17:30

Il nuovo sistema di cura centrato sulla persona. Presa in carico e medicina di iniziativa[co.06]

Regioni a confronto con un nuovo paradigma di presa in carico del cittadino in tutte le fasi della tutela della salute: prevenzione primaria, cura  e prevenzione secondaria, long term care, ADI, cronicità conclamate (diabete, scompenso, ipertensione, BPCO) e nuove  cronicità (es. pazienti oncologici) all’insegna di nuove forme di collaborazione tra MMG e specialistica sia nella prevenzione secondaria che nel post-acuzie. I temi chiave saranno:

1. Il focus sempre maggiore sulla Persona e non sulla singola Patologia: diagnosi precoce, aderenza ed appropriatezza dei percorsi di cura ed assistenza (PAI): Il Paziente anche grazie all’innovazione digitale riceve le cure a domicilio o in prossimità e non deve più navigare attraverso il SSN, con disagi personali e dei suoi care giver.

2. La stretta Collaborazione tra MMG e Policy Maker (Regione e Aziende) perché l'evoluzione del modello di presa in carico prevede una logica che supera il concetto di prestazione e si focalizza maggiormente sul risultato in tutti i suoi aspetti.

3. Organizzare in modo competitivo la MMG in vere e proprie organizzazioni sanitarie in grado di fornire al cittadino una risposta sul territorio competente e disponibile e quindi alleggerire il carico sulle strutture ospedaliere, i DEA ed i Pronto Soccorso. Innovazione che si spinge anche nella valutazione di nuove forme di finanziamento che consentano la programmazione autonoma, quali gli health impact bond.

15:00
17:30

La centralità del dato[co.04]

Il dato sanitario rappresenta uno degli aspetti centrali rispetto al tema complessivo della sanità digitale per quantità, dimensioni, tipologia e strategicità. Ogni anno il Servizio Sanitario Nazionale produce centinaia di migliaia di Terabytes di dati clinici ed amministrativi riferibili a milioni di assistiti/pazienti. Questa quantità di informazioni rappresenta un problema tecnologico (la crescita esponenziale del fabbisogno di storage in sanità), ma soprattutto un enorme problema relativo alla sicurezza: gli attacchi a scopo terroristico così come quelli più prosaicamente correlati ad iniziative malavitose finalizzate all’ottenimento di riscatti in denaro colpiscono molto frequentemente le strutture sanitarie in ogni Paese del mondo.

Ma il dato sanitario (soprattutto quello tipicamente clinico) rappresenta anche un’enorme opportunità a livello scientifico: essere in grado di analizzare enormi quantità di informazioni più o meno strutturate, fornendo elementi di supporto alle decisioni cliniche, significa incrementare considerevolmente le capacità “predittive” di una medicina sempre più orientata alla prevenzione secondaria come strumento di contrasto quotidiano all’insorgere ed all’evolversi di patologie in situazioni sempre più complesse di multimorbilità.

Le tecniche di deep e machine learning applicate alla medicina forniscono agli operatori sanitari un supporto insostituibile, potendo fare in pochi minuti quello che l’uomo – forse – potrebbe riuscire a fare in qualche anno di lettura ininterrotta di centinaia di migliaia di documentazione scientifica. In un sistema sanitario sempre più interconnesso e diffuso fra ospedale e territorio, le piattaforme di clinical collaboration rappresentano la “prossima grande sfida” per l’healthcare information technology: si superano i confini del sistema informativo ospedaliero e/o territoriale, garantendo viste in profondità dei dati (e non già dei “documenti”) dei pazienti che possono essere condivise fra tutti gli attori coinvolti nei processi di diagnosi e cura.

Il tutto nel rispetto della riservatezza del dato sanitario, sensibile per definizione e antonomasia, alla ricerca di un equilibrio fra diritto alla privacy e tutela dell’interesse collettivo superiore in un servizio sanitario sempre più determinato alla responsabilizzazione dei pazienti.

16:00
17:30

L’esercizio fisico per una salute globale[co.22]

Aumentare il livello di attività fisica nella popolazione adulta è di fondamentale importanza per la prevenzione dell'obesità e di gravi patologie croniche quali le malattie cardiache, il diabete e il cancro.
  A titolo di esempio, l'aumento dell'attività fisica è stato associato a un impressionante riduzione del 38% della mortalità per tutte le cause nei soggetti affetti da diabete di tipo II. Analogamente, una recente meta-analisi di dati provenienti da diversi studi effettuati negli Stati Uniti e in Europa, mostra chiaramente che l'attività fisica riduce il rischio di svariati tumori tra cui il tumore del colon, della mammella e dell'endometrio.  Anche la  epressione, il più comune disturbo mentale, può essere ridotta grazie a un’attività fisica regolare.
  In questa sessione, denominata "L'esercizio fisico per una salute globale", verranno illustrate le più recenti scoperte nella comprensione dei meccanismi alla base dei benefici per la salute dell’organismo indotti dall’esercizio fisico. Un focus speciale sarà inoltre riservato all’applicazione e standardizzazione dei protocolli di esercizio fisico.     

 

giovedì, 21 settembre mattina

09:30
11:00

Risparmio ed efficienza energetica nelle Aziende sanitarie: dal project financing ai contratti di rendimento energetico[co.25]

La corretta gestione energetica rappresenta per le Aziende sanitarie un argomento di assoluta attualità, per l’esigenza di contenere la spesa corrente, aumentare i livelli di comfort per i propri utenti, sostenere gli investimenti, spesso ingenti, volti alla riqualificazione energetica e messa a norma degli edifici e degli impianti. Spesso le strutture sanitarie riescono difficilmente a gestire in modo ottimale la tematica energetica, per la mancanza di risorse finanziare da destinare ad attività che non rappresentano il cuore dell’offerta sanitaria e a causa delle rigidità connesse con gli schemi tradizionali di acquisto.

In che modo è possibile per l’Amministrazione fare efficienza energetica, allocando sul partner privato gli oneri organizzativi e di investimento e liberando risorse per migliorare i servizi sanitari?

Tale obiettivo può essere raggiunto affidando ad un unico soggetto il compito di progettare e realizzare, sostenendone il costo, interventi di riqualificazione energetica del patrimonio. Attraverso lo strumento del Project Financing, ad esempio, l’Azienda sanitaria può stipulare un contratto di rendimento energetico trasparente, tutelante e che trasferisca i rischi, dalla progettazione alla realizzazione dei lavori alla gestione, sul concessionario.

Obiettivo dell’incontro è quello di:

- illustrare nuovi modelli per realizzare progetti di gestione energetica integrata;

- approfondire il Project Financing come strumento per finalizzare contratti di rendimento energetico, anche grazie all’intervento di un legale esperto;

- presentare case history nel mondo della sanità.

10:30
13:30

Bisogni e prospettive delle reti di presa in carico e cura dei bambini con esiti di patologia: un’alleanza per la qualità e l’efficienza[co.19]

La giornata dei lavori si apre con le relazioni dei clinici che vivono con i piccoli pazienti e i loro familiari la formazione di bisogni ad alta complessità socio-sanitaria non più affrontabili con semplice erogazione di prestazioni o con interventi isolati sia dal punto di vista temporale sia professionale. Sono bisogni che comprendono disabilità (sia congenite che acquisite) e malattie croniche e richiedono la strutturazione di un intervento di salute specifico. Come dicono gli interventi della seconda sessione, è un’assistenza fornita ai bambini e alle loro famiglie attraverso una presa in carico da parte di una rete composta di soggetti di diversa professionalità (medici ospedalieri e territoriali, infermieri, psicologi, riabilitatori) e di servizi distinti (presidi sanitari, supporti legali, educativi). Come garantire, in età pediatrica e adolescenziale, transizione e continuità delle cure sia in fase di stabilità sia in quella di acuzie, sia nella vita domestica sia in quella scolastica? Questa l’istanza che verrà portata alla politica regionale e a quella di governo nel corso della tavola rotonda conclusiva.

11:45
13:00

Riabilitazione e robotica: la soluzione domiciliare per i pazienti con deficit neuromotori[co.24]

La ricerca clinica dimostra che soggetti con lesione del sistema nervoso centrale (ad es.: post ictus) o con deficit neuromotori periferici hanno un grande potenziale di recupero se seguono una riabilitazione ripetitiva, frequente, intensa ed orientata al recupero funzionale.

Per ottenere questi risultati risulta molto utile il ricorso a robot per la riabilitazione, proprio perché consente al paziente di effettuare: allenamento ripetitivo, pratica quantitativa, valutazione oggettiva del progresso raggiunto tramite: preparazione veloce, software semplici, esercizi divertenti o motivanti. Il robot garantisce una assoluta aderenza all’esercizio anche in soggetti fortemente compromessi da un punto di vista motorio nonché una ripetibilità del movimento, con una intensità tarata sulle capacità residue del soggetto. Nella riabilitazione con macchine robotiche il ruolo del paziente è comunque sempre centrale e potendo essere programmate per massimizzare la motivazione, aggiustando continuamente le difficoltà del compito, presentano una sorta di sfida importante per il paziente senza scoraggiarlo.

La tecnologia robotica è altamente indicata per la riabilitazione ed il recupero degli arti superiori e inferiori; è capace di intervenire in tutte le fasi del percorso: valutazione diagnostica, terapia, registrazione e confronto dei risultati ottenuto. Diversi studi hanno infatti evidenziato che la terapia robot-assistita degli arti in fase acuta, subacuta o cronica porta a miglioramenti funzionali nettamente superiori rispetto alla terapia convenzionale.

In particolare l' ESOSCHELETRO è un vero e proprio robot indossabile che permette, ai pazienti con esiti di lesioni midollari e costretti su una carrozzina, di svolgere un training riabilitativo della deambulazione; si utilizza su pazienti con lesione spinale di origine Traumatica e non Traumatica con esito in paraparesi e/o tetraparesi di natura completa e incompleta

Le attuali applicazioni robotiche sono funzionali ad attività riabilitative effettuate in centri di riabilitazione d’eccellenza, come è l'Istituto Prosperius Tiberino di Umbertide (PG), limitate a brevi periodi di ricovero ordinario o in day hospital.

Ma la continuità e ripetitività del trattamento richiedono di “seguire” la persona nelle sue attività quotidiane e di compensare le limitazioni funzionali facilitandolo o rendendogli possibile determinate attività domestiche e/o lavorative, garantendo un effettivo reinserimento del soggetto nel suo contesto familiare e sociale, il tutto condizionato anche dagli elevati costi, ad oggi, totalmente a carico della persona disabile.

Su questa strada l'Istituto Prosperius, avendo introdotto per primo in Italia l'esoscheletro nell'anno 2012, ha sviluppato un piano di lavoro che ha portato ad accreditarlo, a giugno 2017, come prima ed unica struttura italiana per l'addestramento dei pazienti all'uso domiciliare dell'esoscheletro.

11:45
13:00

L’accountability dell’innovazione in Sanità[co.16]

Anche l’innovazione tecnologica di matrice “informatica”, in Sanità, deve seguire logiche e modelli ampiamente consolidati in ambiti come quello relativo ai farmaci e ai dispositivi.
Innovare tanto per farlo o per seguire un trend, non conduce da nessuna parte se non lungo il versante dello spreco di risorse sempre più scarse.
Occorre definire e implementare meccanismi di valutazione ex-ante ed ex-post per tutte le iniziative di digitalizzazione in ambito sanitario, mutuando modelli quali l’Health Technology Assessment.

È anche necessario, ed ormai improcrastinabile, affrontare il tema del procurement innovativo: non è forse più possibile comprare innovazione tecnologica seguendo le regole che governano l’acquisto di beni “ordinari”, in un contesto ad elevatissima natalità di soluzioni e paradigmi rivoluzionari.

Partenariato pubblico-privato, contratti basati sul raggiungimento di performances condivise ex-ante, operazioni di finanza di progetto e affidamento in concessione sono alcune delle “parole d’ordine” più utilizzate in teoria e meno nella prassi quotidiana. Occorre superare la liturgia della parola, passando ai fatti: per farlo, è necessario che tutte le parti in causa (a partire da ANAC e Corte dei Conti) si confrontino con l’obiettivo di giungere in tempi stretti all’emanazione di linee guida capaci di affrancare le stazioni appaltanti dall’ansia del “foglio bianco”, della decisione presa in assenza di punti di riferimento sicuri.

giovedì, 21 settembre pomeriggio

15:00
17:30

Mobile First! Le app e i servizi di eHealth[co.20]

La trasformazione del Servizio Sanitario in chiave digitale rappresenta una delle principali sfide per un vero e proprio “nuovo patto” fra SSN, operatori sanitari e cittadini/utenti: semplificazione, comunicazione, coinvolgimento e responsabilizzazione sono le parole chiave per un nuovo modo di interpretare le relazioni SSN/cittadini, medico/paziente, SSN/operatori sanitari.

Le App diventeranno il principale strumento/canale di comunicazione e interazione per tutto quello che attiene al mondo della tutela e prevenzione della salute e dell’assistenza socio-sanitaria entro pochi anni: non è azzardato immaginare un medico che “prescrive” una o più App a un suo paziente con finalità di monitoraggio dello stile di vita e delle abitudini alimentari, così come saranno d’uso quotidiano App finalizzate a monitorare l’assunzione di farmaci e a comunicare col paziente rispetto a prenotazioni ed esiti di esami diagnostici e visite specialistiche ambulatoriali.
Anche l’integrazione ospedale/territorio passa attraverso l’utilizzo di App o di altri servizi di comunicazione multicanale, così come la presa in carico di pazienti cronici secondo il modello “Chronic Care Model”.

In un futuro neppure troppo remoto le strutture del SSN e i vari operatori coinvolti (pubblici e privati convenzionati) “interagiranno” con gli assistiti/pazienti anche attraverso i social media, specialmente per quanto riguarda le campagne di prevenzione, l’educazione sanitaria e la promozione di stili di vita salutari.

Come governare questo nuovo ecosistema sanitario digitale? Con quali regole e con quali responsabilità?
Quale deve essere il ruolo del SSN nella veicolazione di “buona e scientificamente valida” comunicazione sanitaria, anche con l’obiettivo di contrastare la proliferazione di “cattiva” informazione?
A queste ed altre fondamentali domande verrà data una risposta in questo convegno che vede la partecipazione di tutti i principali attori del Servizio Sanitario Nazionale.

15:00
17:30

Visioni di s@lute - Cerimonia di Premiazione "Premio InnovaS@lute2017"[co.09]

Leading talk: esponenti di primo piano della politica, della ricerca e dell’industria raccontano l’innovazione possibile per il concreto miglioramento della qualità dell'assistenza e della cura, per aumentare il benessere delle persone, per lo sviluppo economico e sociale delle comunità, guardando alle health cities

REGISTRAZIONE VIDEO DEL CONVEGNO

15:00
17:30

Nuovi modelli e nuovi servizi di welfare aziendale: come creare benessere e salute per i lavoratori e per le comunità[co.07]

Le giornate della nostra vita quotidiana sono occupate in maniera importante dal lavoro, inteso come orario in cui svolgiamo la nostra professione e come coda provocata dai pensieri che ci portiamo a casa e dagli strumenti che il progresso ci ha regalato e che hanno dilatato il tempo lavoro (telefono cellulare, posta elettronica, social).

Per fortuna, negli ultimi anni, da parte delle imprese, è cresciuta la sensibilità nei confronti della qualità del lavoro e della vita dei lavoratori. Ciò ha prodotto una maggiore flessibilità e un’offerta di benefici e servizi di vario genere.

Con la legge di stabilità 2016, tale sensibilità è stata recepita dalle Istituzioni e trasformata in sostegni allo sviluppo del welfare aziendale, i cui servizi possono variare da azienda e azienda in base all’analisi delle effettive necessità dei dipendenti: scuola, salute, flessibilità e sostegno alla genitorialità sembrano essere gli interventi più graditi.

Forse si sta colmando il ritardo che l’Italia aveva rispetto ad altri paesi europei, nel riconoscere l’importanza del welfare aziendale e la necessità di fornire questi servizi ai lavoratori.

Si diffondono servizi family-friendly che partono dal conciliare genitorialità e lavoro (soprattutto maternità, visto che per ISTAT il 30% delle donne lascia il lavoro dopo una gravidanza) e arrivano fino a quando i figli crescono: baby sitter e asili nido; flessibilità dell’orario di lavoro, concessione del part time, telelavoro; vacanze studio; testi scolastici.

Ma la prima preoccupazione dei dipendenti è la salute: in particolare l’ambito dei servizi per la prevenzione, la sanità integrativa e il sostegno previdenziale.

Nell’ambito di S@lute2017, approfondiremo le varie misure che si sono diffuse con le politiche di welfare aziendale e ci chiederemo: “per fare ulteriori passi in avanti, quali misure possono entrare nella prossima Legge di stabilità, che inizierà a breve il suo percorso, in termini di agevolazioni fiscali per le componenti delle retribuzioni legate ad incrementi di produttività, le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa e l’erogazione di benefits in senso ampio da parte delle aziende?”

E’ necessario aprirsi a nuovi scenari e prepararsi a attuare modelli innovativi di welfare, evidenziando i molteplici benefici che saranno l’effetto diretto e indiretto all’interno delle nostre comunità di queste forme sussidiarie, spinte dalla crisi dei sistemi di welfare pubblico, divenuti insostenibili per fattori demografici e geopolitici.