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Premio Innova S@LUTE 2017: un viaggio tra gli ambiti della sanità del futuro

Ancora pochi giorni per partecipare al premio “Innova S@LUTE 2017”.

Che cos’è il Premio? La call lanciata da FPA per raccogliere idee innovative che dai territori traggono linfa e rispondono ai bisogni di salute: servizi sanitari più efficienti ed efficaci, progetti socio-sanitari di inclusione e prevenzione del disagio giovanile, metodi formativi per promuovere l’empowerment e l’autonomia personale, in generale nuovi modelli assistenziali che stanno disegnando la sanità del futuro.

Promosso con il supporto incondizionato di Teva Italia, Innova S@lute accoglie progetti che start-up, aziende pubbliche o private, regioni ed enti locali possono inviare entro il 10 agosto tramite il sito FORUM PA Challenge. Sei gli ambiti ai quali indirizzare i progetti, per i quali si rimanda al regolamento e che qui rivediamo attraverso alcuni progetti dell’edizione 2016.

Ambito Educazione alla salute e al weelbeing
Riappaiono a punteggiare la scena del Premio due soluzioni: Sano chi Sa in grado di avvicinare il mondo dei ragazzi a sani stili di vita e Noi Chef in grado di porsi come strategia relazionale, utile ad avvicinare i pazienti non sempre capaci di interagire e dialogare tra loro.

Il progetto educativo Sano Chi Sa, presentato dalla Regione Lazio – Fondazione Pfizer e realizzato nell’ambito del Piano regionale della Prevenzione 2014-2018, si articola su tre temi: alimentazione, attività motoria e influenza dei mass media sui ragazzi. Sono stati coinvolti, nell’anno scolastico 2015-16, Istituti Comprensivi (scuola primaria e secondaria di primo grado) del territorio della Regione Lazio. Con la realizzazione dell’intervento in classe svolto dai docenti (adeguatamente formati dagli operatori sanitari delle ASL regionali), gli studenti sono stati guidati e supportati nella acquisizione di specifiche competenze, utili per porli nella condizione di adottare comportamenti sani.

È stato possibile quantificare quanto appreso dagli studenti mediante la somministrazione di un questionario appositamente costruito, al termine dello svolgimento delle attività previste.

Dall’analisi dei dati – afferma Amalia Iannone, Funzionario Area Prevenzione e Promozione della Salute – Direzione Salute e Politiche Sociali Regione Lazio – è emerso che:
“il 62,3% degli studenti fa regolarmente colazione nei giorni di scuola (principio di una corretta alimentazione), rispetto al 20% che si astiene.
Il 40% mangia tutti i giorni frutta e verdura, il 25% massimo una volta a settimana. Riferisce di cenare insieme ai genitori tutti i giorni l’80% degli studenti e di fare colazione con loro, con la stessa cadenza, il 22,5%.
Poco meno del 40% degli studenti svolge attività motoria 3-4 giorni a settimana, il 16% pratica ogni giorno 60 minuti di attività motoria raccomandata. Uno studente su 4 dichiara una sedentarietà superiore alle 4 ore al giorno, oltre quelle trascorse a scuola.
Una considerevole quota (40%) utilizza quotidianamente per più di 2 ore PC, tablet o smartphone, mentre il 15,4% supera le 4 ore al giorno.
Riferiscono di non usare mai l’e-mail e di comunicare tutti i giorni soprattutto attraverso Whatsapp e WeChat il 76,3% degli studenti. La grande maggioranza (78%) dedica almeno un’ora al giorno alla fruizione di video, attraverso TV, DVD, YouTube”.

La struttura del progetto e l’approccio utilizzato permettono di costruire una rete di rapporti che favoriscono una maggiore conoscenza e fiducia nel SSN.

Crea e promuove la cultura della prevenzione e della corretta alimentazione Noi Chef, presentato da USL Toscana Centro. Il progetto, inizialmente proposto ad un gruppo ristretto di pazienti che presentavano particolari difficoltà nella manipolazione degli ingredienti e degli utensili, ha subito in itinere alcune modifiche dettate dalla necessità di rimodulare l’offerta in risposta ai bisogni e alle caratteristiche cliniche dei pazienti. Da quanto sperimentato nello svolgimento del progetto, il numero ottimale dei componenti il gruppo, suscettibile di variazione in base alla gravità del quadro clinico, non deve superare cinque/otto unità di utenti per tre unità di personale.

Per tutto il primo ciclo di incontri negli anni 2015 e 2016, il progetto si è tradotto in una azione collettiva che ha visto il coinvolgimento di diverse competenze (il cuoco responsabile della Ditta affidataria – SIAF – del servizio di ristorazione della ASL, il personale OSS, i fisioterapisti, gli educatori) ed è grazie all’esperienza diretta e alle interazioni col gruppo dei pari e con tutti i soggetti coinvolti che le persone con difficoltà nelle ADL (Activity Daily living) hanno acquisito competenze e attitudini propositive.

“Dalla nostra esperienza – afferma Antonia Rosa Marseglia, Direttore Sanitario Presidio Oblate e S Felice a Ema – USL Toscana Centro – è emersa la volontà di proseguire in modo più strutturato con la realizzazione di un percorso riabilitativo specifico personalizzato di proporre a nuovi utenti, come opzione che integra l’offerta della Struttura. Una volta identificato e strutturato il modulo di base, questo potrebbe essere applicato, con i dovuti adattamenti, anche in realtà diverse, la cui mission e punto in comune sia l’autonomia”.

All’interno del gruppo degli eventi è emersa la disponibilità da parte di alcuni di proporsi come facilitatori della pratica, al fine di individuare insieme al gruppo le soluzioni rispetto alle varie criticità. Mentre il paziente esperto diviene coach/chef dell’attività culinaria, gli operatori (fisioterapista, educatore, OSS) elaborano l’introduzione di modalità personalizzate e predispongono un setting efficace con altri ausili. Dall’alta adesione al progetto (50 presenze degli utenti), dalla lettura dei questionari e dall’evoluzione del progetto che ha via via coinvolto altri utenti si è evinto un alto livello di gradimento.

“La ricaduta dell’esperienza a breve e lungo termine, su cui occorre ancora lavorare, – continua Marseglia – è mirata a rendere applicabile, in ambito domiciliare, le attività proposte in laboratorio. Una proposta di una attività così specifica nell’ambito domestico suggerisce il farsi carico della vita reale, facilitando l’instaurarsi di un clima di fiducia da parte dell’utente e riducendo sensibilmente il gap che può essere indotto dalla situazione di disabilità. L’utente si sente così preso in carico nella sua globalità di persona”.

Ambito Innovazione nel campo clinico-sanitario
Può interessare gli operatori addetti al controllo del rischio clinico nelle strutture sanitarie il progetto MAppER, realizzato dall’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale Emilia-Romagna (ASSR-ER). MAppER è un sistema informatico composto da due elementi: un’applicazione mobile, utilizzabile su dispositivi smartphone e tablet per la raccolta diretta dei dati, e un portale web che fornisce strumenti di gestione e di analisi dei dati raccolti.

L’applicazione promuove l’adesione all’igiene delle mani da parte degli operatori sanitari e, di conseguenza, la riduzione del rischio di infezioni correlate all’assistenza. Grazie all’esperienza acquisita con MAppER e ai buoni risultati ottenuti (è stato osservato un progressivo incremento del bacino di dati, quasi 9000 azioni da parte del personale sanitario regionale sui pazienti), l’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale sta investendo nell’ambiente degli strumenti di supporto agli operatori sanitari.

L’applicazione ha raggiunto un’ottima diffusione a livello regionale e sta riscuotendo una notevole notorietà ed interesse a livello nazionale, tanto da far ipotizzare una sua sperimentazione al di fuori dell’Emilia-Romagna, afferma Carlo Gagliotti, Responsabile del Programma Prevenzione dell’antibioticoresistenza e delle infezioni in ambito assistenziale – ASSR-ER. Inoltre “è in fase di analisi uno strumento tecnologicamente analogo a MAppER che prenderà il nome di Osservare. Anche in questo caso si tratterà di una app che sarà usata all’interno delle sale operatorie del territorio regionale per valutare la qualità della compilazione della checklist di sala operatoria e la successiva analisi dei dati per monitorare e migliorarne i punti critici”.

Ambito Integrazione socio-sanitaria; medicina di prossimità e presa in carico degli anziani, dei cronici e delle fasce deboli
Registra possibili replicabilità in altri contesti la soluzione MentorAge®, realizzata da Nively sas. “Al momento abbiamo diversi progetti pilota all’estero (in Grecia, Romania) e acquisito diversi nuovi clienti in Italia e Francia”, afferma Giuseppe Conti, Chief Technology Officer – Nively.

Attraverso l’uso di un sensore 3D, MentorAge® identifica condizioni di rischio per gli anziani, inviando segnali di pericolo ad un pannello di controllo e agli smartphone/smartwatch degli operatori che possono intervenire con tempestività. “Grazie al maggiore controllo fornito dal sistema, oltre che ad una riduzione dello stress per lo staff, – continua Conti – i nostri clienti riportano una marcata riduzione del bisogno di terapia sedativa”. Al momento la soluzione è indirizzata al mercato B2B, dunque non direttamente al cittadino, ma Nively sta lavorando per rilasciare una nuova versione per il mercato business to business to consumer (B2B2C) del domiciliare.

Ambito Amministrativo/gestionale
Per la sua natura e caratteristica Il Sistema di Governo in ambito Sanitario, promosso da eFM SpA, risulta utile e replicabile in tutti quei contesti di interesse pubblico, e non solo, dove la gestione dei servizi no core siano complessi. È sicuramente applicabile in tutte le strutture sanitarie, quelle già realizzate, in costruzione e quelle in concessione, secondo modelli di Partenariato Pubblico Privato – PPP. La soluzione consente di governare in modo centralizzato i servizi di Facility Management ed è attualmente in uso nei nuovi ospedali toscani H4 (Pistoia, Prato, Lucca, Apuane) per garantire la qualità e l’ottimizzazione della gestione dei servizi no core, la disponibilità costante della struttura e l’erogazione dei servizi ai cittadini. “Nel settore ospedaliero – afferma Daniele Di Fausto, CEO eFM – lo stiamo proponendo anche all’estero in Cile – Nuovo Ospedale Felix Bulnes ( 120.000 mq e circa 400 posti letto) – e in Turchia dove eFM è già impegnata a supportare i costruttori e futuri gestori nella realizzazione dei due più grandi ospedali europei: Etlik (circa 1.00.000 m² e 3.500 posti letto) e Gaziantep (circa 550.000 m² e 1.850 posti letto), entrambi realizzati con un’operazione di PPP. Nel solo ambito ospedaliero, con i nostri sistemi informativi stiamo gestendo 4,5 milioni di mq di patrimonio immobiliare e 15.000 posti letti”.

Il Sistema di Governo è un innovativo modello di gestione e di controllo dei servizi fondato sui concetti di efficacia, funzionalità, comfort e sicurezza. La soluzione copre diversi bisogni sulla base delle diverse tipologie di stakeholder: trasparenza degli investimenti e dei costi per il cittadino; qualità dei servizi resi per il paziente; disponibilità della struttura, controllo e certezza della spesa per l’Azienda Sanitaria; controllo e esigibilità dei crediti per il concessionario e per i fornitori; trasparenza delle prestazioni erogate per le banche.
La principale criticità del progetto è ravvisabile proprio nella moltitudine di questi soggetti, che per eFM ha comportato, almeno inizialmente, una certa difficoltà progettuale.

I risparmi in gioco sono rilevanti, oltre alla garanzia di trasparenza nella gestione, si ha un notevole incremento della disponibilità degli impianti grazie alla manutenzione preventiva. “Abbiamo calcolato – continua Di Fausto – che la disponibilità per le sole unità di trattamento aria che servono le sale operatorie possa aumentare fino al 5% la disponibilità, riducendo l’effort delle attività di manutenzione”.

Il Sistema di Governo è l’interfaccia tra il gestore dei servizi (GE.SAT), l’azienda ASL e i fornitori di servizi di facility e monitora tutte le variabili qualitative e quantitative erogate in ciascun servizio. “Le informazioni raccolte – prosegue Di Fausto – sono rese trasparenti agli stakeholder in modo che possano verificare in real time l’andamento dei parametri di performance quali-quantitativi dei servizi no core. Questo significa un incremento di valore per gli stakeholder che possono avere consapevolezza degli investimenti e dei costi della struttura. Sicuramente un’iniezione di fiducia verso il sistema sanitario italiano che, anche grazie al nostro servizio, è in grado di fornire una maggiore disponibilità delle strutture e quindi più servizi per il cittadino e un innalzamento nella qualità dei servizi resi ai pazienti”.

Chiudiamo qui  il viaggio tra i progetti presentati nella prima edizione del Premio. Per le altre sfide lanciate con Innova S@lute 2017, vi invitiamo a esplorare le soluzioni già pervenute:

Le idee migliore che perverranno entro il 10 agosto saranno premiate nell’ambito della Manifestazione S@lute, il Forum dell’innovazione per la Salute, promosso da FPA e Allea, che si terrà presso il Centro Congressi Roma Eventi il 20 e 21 settembre prossimi.
Qui il programma, in continuo aggiornamento.

Foto di Neal Fowler rilasciata in cc https://flic.kr/p/83ARKn