Foto di (biophotos) rilasciata in cc https://flic.kr/p/5uFQpq

S@lute 2017: ecco gli appuntamenti sulla digitalizzazione della sanità nel programma congressuale

di Paolo Colli Franzone, Coordinatore Scientifico Area ICT – S@lute2017 .

L’edizione 2017 di S@lute – Forum dell’Innovazione per la Salute vede la centralità del tema relativo alla sostenibilità e alla misurabilità (accountability) dell’innovazione tecnologica.

Si vuole tentare di uscire dalla logica dell’innovazione “push”, autoreferenziale e fine a sé stessa, per giungere a un modello di sostenibilità e accountability capace di confrontarsi con un sistema sanitario sempre più sottoposto allo stress derivante da un aumento della domanda di salute e da un incremento ai limiti dell’esponenziale dell’offerta di prodotti, soluzioni e servizi innovativi (farmaci, dispositivi, tecnologie) di indubbia utilità, ma portatori al tempo stesso di ulteriori costi a carico del SSN. Il tutto, in una situazione congiunturale non facile, non solamente a livello nazionale.

Innovare, quindi: ma innovare con giudizio non perdendo di vista anche solo per un istante la sostenibilità complessiva del sistema e potendo misurare quasi in tempo reale gli effettivi benefici indotti dall’innovazione.

Tutto questo significa una quantità considerevole di cose, a partire dal tema spinoso della governance dell’innovazione in Sanità. Stato, Regioni, Aziende Sanitarie e Ospedaliere, service provider privati: un sistema complesso multilivello la cui debolezza principale è rappresentata dalla mancanza di una governance unitaria e coerente.

Significa anche andare oltre gli slogan, mettendo una buona volta per davvero al centro il cittadino/assistito/paziente e ridisegnando l’architettura dei sistemi informativi focalizzandosi sul dato, sull’informazione clinica, sulla storia delle relazioni fra SSN e ciascun singolo fornitore.

Si va verso quello che quasi universalmente viene chiamato “Population Health Management” (PHM), ovvero una gestione socio-sanitaria focalizzata sulla responsabilizzazione degli assistiti, sulla centralità del territorio (distretto) e sulla proattività del modello di cura, anche attraverso modalità di intervento collaborative (knowledge sharing, team multidisciplinari, ecc.).

Il dato, in un modello PHM, diventa centrale: deve essere disponibile, condiviso, tenuto in sicurezza; deve poter alimentare piattaforme di Healthcare Relationship Management (HRM); deve alimentare sistemi di Analytics (Big Data) in modo da abilitare percorsi proattivi/predittivi, e così via.

Responsabilizzare il cittadino/assistito/paziente significa anche fidelizzarlo, renderlo partecipe e farlo sentire davvero “preso in carico”; significa comunicare con lui attraverso tutti i canali disponibili, garantendogli un bouquet esaustivo di servizi online.

Significa, infine, presidiare i canali social in modo da incrementare la quantità e la qualità di informazioni disponibili, in modo da ridurre al minimo i “disastri clinici” derivanti da pratiche di “sanità fai da te” e/o da “spacciatori di bufale e di cattiva informazione sanitaria”.

Fare innovazione sostenibile e misurabile è possibile, oltreché doveroso: se lo aspettano i cittadini, sempre più confidenti con le tecnologie dell’informazione; se lo aspettano gli operatori sanitari, che hanno bisogno di strumenti e soluzioni in grado di supportarli nell’operatività quotidiana superando la “preistoria” dell’informatica sanitaria asservita agli aspetti burocratico-amministrativi.

C’è ben poco da inventare, e tantomeno da sperimentare: si tratta di crederci, di investire e di cominciare a lavorare nello stesso modo in cui lavorano gli operatori sanitari di mezzo mondo.

Per ciascuno di questi temi il programma congressuale ICT di S@lute2017 presenta appuntamenti specifici, per la ricerca dei quali filtra usando la casella “all paths” scegliendo dal menù a tendina la voce “digitalizzazione”.

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